giovedì 12 luglio 2012

Eraldo Pizzo: 60 anni di grande Amore per la Pro Recco, la Pallanuoto, lo Sport‏

Riceviamo una graditissima lettera dal Sig. Vezio Pizzo che pubblichiamo interamente per tutti gli amanti di questo splendido sport.

Estate 1953 la Pro Recco torna definitivamente in serie A per rimanerci per sempre, erano altri tempi nel vero senso della parola, la Pallanuoto la si giocava ancora in mare. Proprio in questi giorni per Eraldo Pizzo inizierà il 60° anno di attività sportiva attiva e continuativa nella pallanuoto che conta: come giovane promessa, grande campione, oro olimpico, allenatore, tecnico della Nazionale Azzurra, presidente, dirigente , attuale Responsabile dell’Area Tecnica Maschile della Pro Recco, una carriera sempre ai massimi livelli , anche se per la cronaca la prima partita ufficiale dell’allora giovanissimo futuro Caimano avviene nel campionato allievi anno 1951 contro guarda caso proprio il Camogli , svoltasi in mare nell’avamporto di Camogli , un derby conclusosi in parità con il suo primo gol.
Scriveva alcune decine di anni or sono Antonio Ferro, l’indimenticabile Presidente della Pro Recco e Sindaco di Recco degli anni sessanta : Eraldo è oggi un esempio per tutti. Lo sport lo ha profondamente cambiato. E' l'uomo guida della squadra, l'animatore della società. Per merito suo e per merito di altri ragazzi come Mario Cevasco e Franco Lavoratori, Recco è diventata famosa in tutto il mondo. Sono stati i nostri «ambasciatori».” inoltre prosegue : “I successi di Eraldo, i successi degli altri ragazzi di Recco, riempiono d'orgoglio la nostra città. Quando finì la guerra nell'ormai lontano 1945 al posto delle nostre case c'erano cumuli di macerie. Abbiamo lottato per molti anni prima di poterle ricostruire. I nostri campioni, capitanati da Eraldo Pizzo, ci sono stati di enorme aiuto. Hanno contribuito a far conoscere le nostre esigenze, a darci fiducia, a farci credere che tutto non era finito, che bisognava rimboccarci le maniche.”.  
Credo che queste parole scritte per il Caimano negli anni sessanta, mentre era all’apice della sua attività sportiva giocata, siano tuttora valide e possano essere riscritte ancora oggi più o meno nella stessa maniera, naturalmente arricchite da un esperienza professionale e competenza personale maturata negli anni, che sono quasi uniche in questo sport, accompagnate da un indiscussa e sincera passione.
Quando Eraldo ha iniziato la sua grande attività erano gli anni ’50- ’60, gli anni del dopoguerra, del boom economico e probabilmente non a caso anche in quel periodo è nata la fantastica amicizia tra due ragazzi uniti dallo stesso mondo, dalla stessa passione per lo sport: Gabriele Volpi ed Eraldo Pizzo. A tal proposito dice Volpi in una sua recente intervista di marzo ricordando i suoi trascorsi di giovane promessa della pallanuoto: Comunque era un privilegio essere uno dei tre giovani che avevano la possibilità di allenarsi con i grandi, con Pizzo, Cevasco, Lavoratori”. Un amicizia fraterna quella tra Eraldo e Gabriele, nata in tempi non sospetti, che è proseguita per cinquanta anni sempre in modo disinteressato, con stima, rispetto, affetto reciproco anche tra le famiglie Volpi e Pizzo. Probabilmente il ritorno di Gabriele Volpi ai massimi vertici dell’attuale Pro Recco ha anche come protagonista l’amico Eraldo, con cui è rimasto sempre in costante contatto, anche attraverso l’altro comune amico di gioventù Gian Angelo Perrucci, già presidente della Pro Recco negli anni ’80.
Per capire appieno l’importanza di Eraldo per la Pro Recco e la sua “passionaccia” basta andare a guardare la foto che immortala la squadra delle ragazze della GMG Pro Recco che hanno vinto a Kirishi in Russia la Women Champions Cup e la foto della squadra della  Ferla Pro Recco che ha vinto la Champions Cup a Oradea in Romania, ebbene c’è un'unica sola persona presente in ambedue le foto e questa è il Caimano, cioè Eraldo che, sobbarcandosi diverse centinaia di chilometri, transfert e altri disagi, ancora una volta è stato con la sua preziosa presenza il testimonial, la continuità, la bandiera in carne ed ossa della vera grande Pro Recco. A tal proposito viene scritto di Eraldo sul sito ufficiale della Pro Recco ( http://www.prorecco.it/news/1054.html ) del 6/5/12 proprio in merito alla recente fantastica vittoria delle ragazze a Kirishi: ” Il tutto catalizzato dall’imprescindibile figura di Eraldo Pizzo, che ha festeggiato nell’occasione la conquista del suo 43° titolo fra la sua figura di giocatore e di dirigente, riconosciuto salutato con deferenza persino in questa città da tifosi di giovane età che quindi lo conoscono sotto l’aspetto della fama. La sua presenza ha avuto il significato di mostrare a tutti che le due squadre, maschile e femminile, non sono due entità sportive separate, ma solo due parti di un’unica anima di colore biancoceleste e che di nome recita Pro Recco,.”, cosa altro aggiungere di fronte a questi riconoscimenti.
Come poter fare a meno della sua preziosa competenza, della sua importante esperienza di livello internazionale, della sua conoscenza indiscutibile del mondo della pallanuoto. L’importanza della sua presenza, la sua discrezionalità, mai invadente, sempre pronto a dare un consiglio, un suggerimento, un incoraggiamento al momento giusto, è stata più volte e più volte testimoniata con profonda stima anche in queste ultimi mesi da Pino Porzio, da Riccardo Tempestini, da molti grandi atleti della Pro Recco, come : Tibor Benedek, Tamas Kasas, Vladimir Vujasinović, da massime autorità e da avversari leali di tante battaglie sportive.
Probabilmente nel 2013 arriveranno da più parti nuovi riconoscimenti ad una carriera sportiva e di impegno sociale unica , sempre operativa e tuttora di alta qualità, di eccellenza, e proprio per questo motivo ho voluto anticipare gli eventi. perché volevo essere il primo a congratularmi con Eraldo per questo suo nuovo traguardo e volevo farlo in questo particolare periodo in cui si va verso le Olimpiadi di Londra, momento per tutto lo sport sempre molto suggestivo, che suscita a tutti i veri sportivi forti emozioni e ricordi. Di proposito ho trascurato di citare il ricco palmares di Eraldo Pizzo il Caimano, costituito da titoli Olimpici, Scudetti, Coppe dei Campioni, etc, di importanti riconoscimenti a tutti i livelli nazionali ed internazionali come atleta, dirigente, Uomo di Sport, perché con Eraldo mi aspetto di festeggiare, assieme ai suoi sempre numerosi estimatori e tifosi, le nuove vittorie che saprà conquistare da domani con la sua Pro Recco e per tutta la Pallanuoto.
Le autorità, i tifosi della pallanuoto, i veri sportivi di ogni sport sono certo che saranno d’accordo e si uniranno a me, indipendentemente dallo sport che amano , dai colori della squadra per cui tifano, se semplicemente dico : Grazie Eraldo, « Ambasciatore dello Sport Italiano ». continua ad indicare concretamente la via giusta ai giovani con il tuo esempio. Veitè, veitè, ueiga.

Sport dilettantistico e giocatori comunitari

In merito alla annosa e chiaccherata questione riguardante la normativa europea sulla circolazione dei lavoratori e la sua applicabilità anche agli sportivi dilettanti, Vi invitiamo a leggere l'articolo su sport&legge della "Gazzetta dello Sport", pubblicato oggi anche sul sito web www.waterpolodevelopmentworld.com

LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI APPLICABILE AGLI ATLETI DILETTANTI ….. LA U.E. SEGNA LA FINE DI UN’ERA ?

La notizia riportata alcuni giorni fa sulle pagine di diversi quotidiani ormai è ufficiale: l’Unione Europea ha aperto una procedura di infrazione contro l’Italia (n. 4146/2011) con una formale lettera di messa in mora.
La ragione dell’infrazione?  La violazione dei principi di parità di trattamento nell’accesso all’attività lavorativa e alle attività economiche e di libertà di circolazione di cui all’art. 45 del Trattato U.E. a causa del tetto al numero massimo di stranieri comunitari tesserabili per le società di pallanuoto previsto dalla Federnuoto (F.I.N.).  Secondo il citato art. 45, infatti, “la libera circolazione dei lavoratori all’interno dell’Unione è assicurata” “ implica l’abolizione di qualsiasi discriminazione, fondata sulla nazionalità, tra i lavoratori degli Stati membri, per quanto riguarda l’impiego, la retribuzione e le altre condizioni di lavoro” importando il diritto di “spostarsi liberamente a tal fine nel territorio degli Stati membri”. Quanto sopra stride quindi con le norme previste dalla F.I.N. che equiparano gli atleti stranieri comunitari agli atleti stranieri NON comunitari. Per la U.E. gli atleti comunitari dovrebbero invece essere equiparati agli italiani ed essere liberi di circolare (e quindi essere tesserati) senza limiti di alcun genere.  Il Regolamento della Pallanuoto maschile serie A 1, regolando, infatti, il tesseramento degli Atleti c.d. non Italiani, dispone che “ è possibile tesserare sino ad un massimo di 2 (due) Atleti non Italiani”.  
Le conseguenze dell’infrazione?  Consistenti ! Una sanzione da 10 milioni di euro se la F.I.N. entro il 26/05/2012 non adeguerà i propri regolamenti federali alla normativa comunitaria dell’Unione Europea.  Nei fatti però la procedura di infrazione potrebbe avere conseguenze anche sulle altre discipline sportive: lo sport italiano difficilmente potrà quindi continuare ad ignorare i principi comunitari  in nome della c.d. “specificità” dello sport.
Ma come siamo arrivati a questo punto? Nel febbraio del 2011 la U.E. aveva inviato una lettera alla F.I.N. con la quale si chiedeva in nome della libera circolazione dei lavoratori di eliminare i limiti al tesseramento degli stranieri comunitari.  LA F.I.N. invece nel Regolamento della Pallanuoto maschile serie A 1, per la stagione agonistica 2011/2012  ha mantenuto il  tetto di due stranieri e ha stabilito che dalla stagione agonistica 2012/2013 il numero degli atleti non italiani sarebbe stato ridotto ad uno solo. L’Unione  Europea non è stata d’accordo e conseguentemente ha aperto la procedura contro l’Italia confermando la violazione dei citati principi del diritto comunitario.
All’Italia sono quindi concessi due mesi per presentare le proprie osservazioni circa gli addebiti mossi, in caso negativo, la Commissione U.E., organo competente per la procedura, emetterà un parere motivato con cui opererà una formale diffida ad adempiere nei confronti dello Stato sottoposto alla procedura.
Se l’Italia non si conformerà al parere nel termine fissato dalla Commissione, questa sarà legittimata a proporre ricorso per inadempimento alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.  Se poi la Corte decidesse riconoscendo la violazione del diritto comunitario, l’Italia avrà l’obbligo di porre rimedio alla violazione accertata, fermo restando che se la Commissione ritenesse inidonei i provvedimenti presi per conformarsi alla sentenza , potrà anche avviare un’ulteriore procedura di infrazione con un nuovo giudizio innanzi alla stessa Corte per l’esecuzione della sentenza chiedendo anche il pagamento di una somma forfettaria e di una penalità di mora.
Giuridicamente la questione, quindi, è molto interessante in quanto il principio di libera circolazione  invocato dall’Unione europea opera per i “lavoratori” e quindi  – in linea di principio -  in Italia dovrebbe operare solo per gli sportivi c.d. professionisti, per tali intendendosi  quelli ai quali si applica la legge sul lavoro sportivo, la c.d. Legge n. 91 del 1981. Gli atleti della F.I.N. però per definizione statutaria sono dilettanti. Perché allora applicare tali principi comunitari anche a tutti gli sportivi dilettanti, ossia agli atleti non professionisti?
A rispondere al questo sovviene la giurisprudenza della Corte di Giustizia della Comunità Europea.
In principio, infatti, furono i casi dell’olandese Walrave e dell’italiano Donà a portare all’attenzione dei giudici il problema della libera circolazione dei lavoratori. Poi arrivò la famosa sentenza Bosman nel 1995.
Nel caso Walrave (1974) la Corte di Giustizia della Comunità Europea statuiva che l’attività sportiva doveva essere disciplinata dal diritto comunitario in quanto configurabile come attività economica ai sensi dell’art. 2 Trattato CE, Tale veniva, infatti, considerata ogni attività che, anche se non si proponeva uno scopo di lucro, partecipava agli scambi economici.
Nel caso Donà (1976) si riconosceva esplicitamente che l’attività dei calciatori professionisti o semi-professionisti, che svolgevano un lavoro subordinato o effettuavano una prestazione di servizi retribuita, rivestiva carattere economico per cui erano incompatibili con il Trattato CE le norme di una disciplina che riservano ai soli cittadini nazionali il diritto di partecipare, come sportivi professionisti o semi-professionisti, a incontri di calcio.
Nella famosa sentenza Bosman del 1995 si fece un ulteriore passo in avanti e grazie ad essa il diritto comunitario entra prepotentemente nell’ambito della regolamentazione delle attività sportive, mettendo per la prima volta in discussione il sistema di trasferimento dei calciatori da una società ad un’altra e sgomberando il campo da possibili affermazioni che tendevano a porre in discussione l’efficacia dell’ordinamento comunitario in relazione a quello sportivo. La Corte ribadiva che  l’attività dei calciatori professionisti o semi-professionisti costituiva  attività economica Inoltre, secondo la Corte, le norme comunitarie sulla libera circolazione delle persone e dei servizi non ostacolavano normative o prassi giustificate da motivi non economici, inerenti alla natura e al contesto specifici di alcune competizioni sportive. La restrizione della sfera d’applicazione delle norme sulla libera circolazione doveva restare, tuttavia, entro i limiti del suo oggetto specifico e non poteva essere invocata per escludere un’intera attività sportiva dalla sfera d’applicazione del Trattato. Per la giurisprudenza della Corte, quindi, l’unico fattore che contava  era il carattere economico dell’attività svolta, mentre risultava priva di rilevanza la qualifica, meramente formale, di atleta professionista o dilettante.  Nel c.d. casoDeliege (2000) si chiariva  addirittura l’irrilevanza della qualifica dell’atleta e si consideravano le attività strumentali che generavano reddito andando oltre la mera attività sportiva e affermandosi anche che la semplice circostanza che una Federazione sportiva qualificasse unilateralmente come dilettanti gli atleti che ne facevano parte non era di per sé tale da escludere che questi ultimi esercitassero attività economiche ai sensi dell’art. 2 Trattato CE.
Pertanto, l’analisi della giurisprudenza comunitaria permettere di concludere che, per considerare un’attività sportiva come un’attività economica rilevante per il diritto comunitario, è necessaria l’esistenza di uno stretto legame tra l’aspetto puramente sportivo e quello economico dell’attività stessa, nel senso che, laddove la partecipazione di un atleta ad una competizione sportiva trascende il mero aspetto agonistico, rivelando anche una propria dimensione economica (contratti sponsorizzazione, compensi ecc.), allora si configura proprio come un’attività economica.
Al contrario, quando l’evento sportivo presenta unicamente una rilevanza sportiva, al di fuori di ogni logica economica, si è fuori dall’ambito comunitario.
Ma gli altri sport italiani come si pongono  in rapporto a tali criteri?
Nel basket, per es., il discrimen non è la nazionalità quanto formazione sportiva italiana., ovvero avere praticato attività sportiva per almeno 4 anni nei vivai italiani. Ogni squadra può scegliere due moduli: 5 atleti non “formati” (3 extraeuropei) più 7 “formati”, oppure 6 non “formati” (2 extraeuropei) più 6  “formati.
Nella pallavolo in A1 3 atleti su 7 devono essere italiani (compreso il libero) che sale a 5 in A2  sia maschile che femminile. Nella A1 femminile il limite è poi sull’iscrizione a referto che prevede un minimo di 6 italiane di cui 3 sempre schierate, ma anche qui non sussiste differenza tra atleti comunitari e atleti non comunitari.
Nel Rugby (Celtic, Treviso e Aironi) si possono mettere a referto 5 atleti non di formazione italiana: 1 in prima linea, 1 in  seconda linea, 1 in terza linea, 1 tra i mediani ed estremo, 1 tra centri e ali.  In Eccellenza si possono tesserare 5 non comunitari  però  nel referto devono esserci  17 italiani formati su 22 giocatori.
Nell’Hochey pista e pallamano ancora non vi è distinzione tra atleti comunitari e atleti non comunitari. Per il primo vi è il limite di 3  atleti, per la pallamano di 2 atleti. Per l’hochey prato invece il limite è di 3 atleti non comunitari mentre non sussistono limiti per i comunitari.
Emerge, quindi, chiaramente una profonda differenza tra le varie discipline sportive che arricchiscono un quadro generale che si dimostra il più variegato possibile.

Sarà quindi interessante attendere le reazioni delle varie Federazioni Sportive Italiane alla richiesta della U.E. di uniformazione ai principi europei, nonché del CONI – che dello sport italiano è il massimo organo regolatore – per verificare se in oggi si può ancora individuare una zona franca  e salvare la c.d. specificità dello sport oppure invertire la rotta e andare incontro all’Europa. 

Per info e consulenze: ufficiolegale@assopn.it

sabato 7 luglio 2012

RIVIERA CUP 2012 - TORNEO DI BEACH WATERPOLO

Il torneo
AGP è lieta di presentare la seconda edizione del Torne Riviera Cup 2012 Beach Waterpolo da lei patrocinata.
RIVIERA CUP 2012
L'idea è nata lo scorso anno dalla voglia di valorizzare questo sport anche durante il periodo estivo, per fare in modo di creare un impegno divertente ma serio per molti giocatori che hanno appena chiuso la stagione agonistica con i club ed attendono il nuovo campionato. AGP vuole dunque promuovere l'intero movimento d'estate e nelle acque salate, partendo dalle baie liguri, ma con la speranza di sviluppare le future edizioni in altre numerose coste italiane.

Il calendario
Le eliminatorie


Sabato 14 Luglio 2012 a partire dalle ore 18.00 a Rapallo di fronte al Castello;
Martedì 17 Luglio 2012 a partire dalle ore 18.00 a Camogli davanti alla Baraca del Merellin; 
Mercoledì 18 Luglio 2012 a partire dalle ore 18.00 a Bogliasco davanti al Maa Beach;
Le semifinali
Venerdì 20 Luglio 2012 a partire dalle ore 18.30 a S.Margherita Ligure  di fronte ai Bagni Rosa;
La finale
Sabato 21 Luglio 2012 a partire dalle ore 18.30 a S.Margherita Ligure  di fronte ai Bagni Rosa;


Le squadre e gli atleti
PRO RECCO TEAM
Dario Gennaro 
Alessandro Caliogna 
Andrea Bonomo 
Sergio Schiaffino 
Edoardo Caliogna 
Melella Mattia 
Figari Niccolo

PORTOFINO TEAM
Daniele Simeoni 
Tommaso Negri 
Alessandro Di Somma 
Federico Colosimo 
Filippo Mirarchi
Fabio Gambacorta
Gianmarco Guidaldi
BOGLIASCO TEAM
Andrea D'Alessandro
Vittorio Foroni 
Riccardo Giusti
Matteo Spigno 
Matteo Cappelli 
Pietro Congiu 
Daniele Elefante
Marco Mugnaini


RAPALLO TEAM
Edoardo Prian 
Andrea Briganti
Cotella Francesco 
Dino Rolla 
Luca Bittarello 
Matteo Bittarello 
Dario Zolezzi
CAMOGLI TEAM
Lorenzo Gardella
Luca Fondelli 
Matteo Astarita 
Alessandro Nora 
Luca Marziali 
Luca Licata 
Stefano Luongo 
Luongo michele
S.MARGHERITA LIGURE TEAM
Nicolo' Scanu 
Armando Turbati 
Edoardo Di Somma
Luca Silvani
Roberto Ravina
Giorgio Gioia 
Giacomo Cocchiere 
Giacomo Boero


Lo sponsor tecnico http://www.wadigi.it/























I soggetti patrocinatori



ASSOCIAZIONE GIOCATORI DI PALLANUOTO AGP









COMUNE DI RAPALLO









COMUNE DI BOGLIASCO








COMUNE DI CAMOGLI

domenica 27 maggio 2012

SVINCOLO: ancora poco tempo per chi nel 2006/2007 era tesserato con vincolo definitivo

Durata del vincolo sportivo e sua cessazione

L'art. 5.9 dello Statuto Federale prevede che il vincolo sportivo degli atleti con le relative società di appartenenza duri 8 intere stagioni agonistiche:
"Il vincolo di tesseramento degli atleti in favore delle Società è temporaneo e la sua durata è pari a  otto intere stagioni agonistiche. Il vincolo si rinnova automaticamente per un ulteriore periodo di pari durata del primo in assenza di manifestazione di volontà contraria da parte dell’atleta da comunicarsi almeno nell’arco temporale che precede le ultime due stagioni agonistiche di regime di vincolo". 

Ciò sta a significare che gli atleti che nella stagione 2006/2007 erano tesserati a titolo definitivo con le proprie società ed intendono, allo scadere dell'ottava stagione, svincolarsi dovranno - se interessati - comunicare tale volontà alla Federazione Italiana Nuoto entro la fine della stagione 2011/2012 (cioè entro il 30 settembre 2012).

E' infatti quanto previsto dalle Normative FIN ed in particolare dalla Circolare Normativa 2011/2012 sull'Affiliazione ed i Tesseramenti che testualmente prevede:

"gli atleti il cui tesseramento definitivo è decorso dalla stagione agonistica 2006/2007 devono   presentare - qualora interessati - entro la stagione 2011/2012 manifestazione  contraria al rinnovo del vincolo.  L’atleta che intende sciogliere il vincolo di tesseramento in favore della società di  appartenenza al termine del periodo di cui al precedente punto, è tenuto ad inviare, entro l’arco temporale che precede le ultime due stagioni agonistiche in regime di vincolo, la propria manifestazione di volontà contraria al rinnovo automatico del vincolo.  La manifestazione di volontà  deve essere formalizzata nel corso della sesta stagione di tesseramento in stato di vincolo definitivo, con  dichiarazione, da rendersi  e sottoscrivere esclusivamente su apposito modulo federale disponibile sul sito web federale,  a mezzo piego raccomandato a/r alla Federazione Italiana Nuoto - Segreteria Generale – Ufficio Tesseramenti – Stadio Olimpico Curva Nord - 00135 Roma".


L'atleta che ha maturato i requisiti richiesti dalla normativa e che comunica alla Federazione (secondo le previste modalità) la volontà di non voler rinnovare il vincolo sportivo avrà la possibilità, con il parere favorevole del Giudice Tesseramenti, di ottenere il proprio "cartellino" allo scadere dell'ottava stagione agonistica. 


La nuova tabella indennitaria


Fino all'agosto scorso non era richiesto all'atleta nessun'altro adempimento oltre a quelli sopra menzionati: allo scadere dell'ottava stagione il giocatore aveva infatti la possibilità di ottenere il proprio cartellino in modo gratuito. Dall'agosto 2011 invece la Federazione Italiana Nuoto ha previsto che:
"in caso di nuovo tesseramento dell'atleta non più in regime di vincolo per cessazione della sua durata, alla società di precedente appartenenza è riconosciuto il diritto, comunque rinunciabile, a percepire una  indennità di preparazione direttamente proporzionale ai risultati sportivi conseguiti dall’atleta quale frutto della preparazione tecnico – sportiva allo stesso nel tempo approntata da parte della società".


Ciò sta a significare che la Società che l'atleta lascia può richiedere una cifra parametrata sui risultati ottenuti dallo stesso atleta durante le precedenti 8 stagioni.


Per info ed assistenza assopn@hotmail.it

domenica 13 maggio 2012

L'EUROPA DELLA PALLANUOTO E' TUTTA ITALIANA

9 giorni, 4 Coppe Europee, 53 tra Campioni e Campionesse.
Questa è l'Europa della Pallanuoto: TUTTA ITALIANA.

I CAMPIONI DELLA CHAMPIONS LEAGUE

FERLA PRO RECCO
Tempesti, Buric, Madaras , Sukno S., Kasas , Felugo ,Filipovic , Perrone, Pijetlovic, Zlokovic, Ivovic, Molina,Prlainovic. All. Porzio.




GMG PRO RECCO
Gigli, Abbate, Cotti, Kisteleki, Queirolo, Cordaro, Maggi, Begin, De Benigno, Rambaldi, Bianconi, Frassinetti, Dravucz, Stasi. All. Tempestini. 















I CAMPIONI DELLA COPPA LEN
CARISA SAVONA
Volarevic, Alesiani, Damonte, Petrovic, Bianco L., Rizzo, Janovic, Angelini, Bianco G., Mistrangelo, Fiorentini, Zerrilli














MEDITERRANEA IMPERIA
Giulia Gorlero, Solaini, Borriello, Gloria Gorlero, Stieber, Emmolo, Ralat, Russo, Risivi, Bencardino, Drocco, Pomeri, Casanova. All. Capanna.
















Complimenti da AGP. 
Complimenti a tutti i suoi Soci Campioni.

giovedì 10 maggio 2012

SERVIZI AI SOCI AGP

  • Consulenza legale gratuita.
  • Predisposizione di una rete di fiduciari per l'assistenza legale.
  • Tutela normativa e contrattuale della categoria.
  • Ufficio Legale che ha il compito di predisporre studi, ricerche, consulenze su tutte le materie di competenza dell'associazione (contratti; trasferimenti; vincoli; problemi professionali e giuridici; arbitrati).
  • Promozione di iniziative utili per la categoria e gli interessi generali della pallanuoto a tutti i livelli territoriali ed istituzionali.
Per info: assopn@hotmail.it


sabato 5 maggio 2012

AGP nella Confederazione Italiana dello Sport


E' con orgoglio e piacere che AGP comunica il raggiungimento di uno dei suoi primi grandi traguardi.

Si è svolta ieri (04.05.2012) a Milano l’Assemblea elettiva della CIDS, la Confederazione Italiana dello Sport, che riunisce a livello nazionale le associazioni italiane degli sportivi praticanti (calciatori, rugbisti, pallavolisti, ciclisti, giocatori di basket, di pallanuoto e di golf) e non (allenatori, preparatori, medici sportivi).
Presenti all'occasione i nostri rappresentanti AGP (l'Avv. Luca Perdomi e la Dott.ssa Caterina D'Amico) insieme ad altri di discipline come calcio (Aiac e Aic), pallavolo (Aipav), rugby (Gir), basket (Giba), ciclismo (Accpi), e golf (Pgai).





E' stato approvato all’unanimità il nuovo Statuto e l’Assemblea ha rinnovato le cariche istituzionali procedendo alla votazione della nuova dirigenza che resterà in carica per il prossimo quadriennio.
Al termine delle votazioni, Leo Grosso (Aic) è risultato eletto Presidente, con il Consiglio Direttivo formato da Amedeo Colombo (Accpi), Stefano Di Salvatore (Air), Michele Mian (Giba) e Enrico Lubrano (Agp). A sua volta il Direttivo ha eletto Vicepresidente Mian e Vicepresidente Vicario Di Salvatore. Di conseguenza, come da Statuto, la sede operativa sarà a Vicenza (Aic) in quanto sede del Presidente eletto.
L’Assemblea è passata ad analizzare alcune problematiche comuni (previdenza, vincolo, Legge 91 e normativa antidoping) già individuate nei precedenti incontri, cercando di mettere a punto un piano di lavoro relativo agli obiettivi che saranno perseguiti nei prossimi mesi.

Ecco il comunicato stampa uscito sul sito dell'AIC (Associazione Italiana Calciatori): http://www.assocalciatori.it/



Tessere AGP valide fino al 31 Dicembre 2013

Tutti i soci AGP (già iscritti e che si iscriveranno entro tale data) potranno usufruire della tessera socio fino al 31 Dicembre 2013. Tale iniziativa è stata presa da AGP per trasmettere il proprio messaggio di entusiasmo e passione per il progetto. 

Solo i risultati di questo ultimo anno dimostrano l'assoluta eccellenza dei nostri atleti Campioni del Mondo e delle nostre atlete e Campionesse d'Europa e crediamo che l'intero movimento italiano invece non ne sia ancora del tutto all'altezza.

Per questo AGP il 4 Maggio 2012 è (con estremo orgoglio) entrata a far parte della CIDS (Confederazione Italiana dello Sport) che riunisce le associazioni italiane dei vari sportivi e che ha lo scopo di affrontare a livello nazionale alcune problematiche comuni quali il sistema di previdenza, vincolo sportivo, professionismo di fatto,  Legge 91 e normativa antidoping. 

Il percorso è arduo e siamo solo all'inizio, per questo chiediamo la solidarietà e l'appoggio di tutti o almeno di chi crede che insieme si possa fare qualcosa per la crescita del nostro bellissimo sport.

Per iscriversi è sufficiente contattare l'Associazione scrivendo all'indirizzo email assopn@hotmail.it tramite il quale sarà possibile ricevere le indicazione per il versamento della relativa quota (€30 per la tessera valida sino al 31 Dicembre 2013).

AGP


lunedì 26 marzo 2012

ATTENZIONE: problemi tecnici sito web e caselle email AGP

A causa del protrarsi dei problemi tecnici relativi alla gestione del sito ed all'accesso di tutte caselle email della nostra associazione, siamo con la presente a comunicare un indirizzo email temporaneo ove è possibile inviare tutte le comunicazioni dirette alla Segreteria, all'Ufficio Legale ed all'Ufficio Stampa:
assopn@hotmail.it

Ci scusiamo per il disagio, stiamo da settimane facendo il possibile per risolvere il problema (che purtroppo va aldilà della nostra gestione).


Vi ringraziamo per la collaborazione e la comprensione.


Con i migliori saluti.

domenica 6 novembre 2011

AGP con Genova


L'Associazione Giocatori di Pallanuoto esprime la massima solidarietà ed il più forte cordoglio nei confronti della propria città.  La sede AGP non ha subito danni a seguito della tremenda alluvione, ma le zone vicine sono a dir poco disastrate.


L'Associazione informa inoltre che a causa delle ovvie difficoltà tecniche l'Ufficio Legale non ha potuto operare lo scorso Venerdì 4 Novembre, ma l'attività riprenderà nella giornata di Martedì 8 Novembre. 


Via XX Settembre Genova - 4 Novembre 2011

martedì 25 ottobre 2011

ADESIONE IN BLOCCO: la C.C. Ortigia di Serie A1 Maschile Socia AGP

L'Associazione Giocatori di Pallanuoto AGP ringrazia i giocatori della C.C. Ortigia per la loro adesione in blocco e la fiducia nella squadra AGP. Oltre ai nuovi associati siracusani ricordiamo che i Campioni del Mondo del Settebello, tutte le ragazze del Setterosa, numerose squadre di Serie A1 (quali Pro Recco M/F) e diversi altri atleti e sostenitori di tutte le parti d'Italia sono da quest'anno parte integrante della nostra Associazione.

MODALITA' DI ISCRIZIONE A SQUADRE
- Compilazione dei moduli d'iscrizione che verranno inviati a tutti i capitani entro la fine del mese di Novembre 2011;
- Consegna dei moduli ad un rappresentante AGP oppure Invio dei moduli all'indirizzo Vico San Matteo 2/23 - 16123 Genova;
- Versamento di 30€ ad un rappresentante AGP (che rilascerà la ricevuta di avvenuta iscrizione) oppure Bonifico sul Conto Corrente AGP alle seguenti coordinate: IT80 B030 3201 4010 1000 0000 469

SERVIZI AGLI ASSOCIATI
Ad ogni Socio AGP verrà rilasciata entro  la fine del mese di Novembre 2011 la tessera dell'Associazione valida fino al 31 Dicembre 2012 e che consente a tutti i soci di usufruire del servizio di consulenza legale gratuita dell'Ufficio Legale AGP, composto da professionisti esperti di diritto civile e sportivo.

giovedì 20 ottobre 2011

ANCORA SUGLI SVINCOLI SPORTIVI

Considerazioni formulate dall'ufficio Legale AGP e dalla nostra Vice presidente Caterina D'Amico



Il vincolo sportivo è già di per sé un legame fortissimo tra società ed atleta ed un istituto tipicamente italiano. La nostra normativa federale oltre a prevedere un tesseramento irragionevolmente lungo, rende estremamente impraticabile l'unica possibilità di scioglimento del vincolo a causa dell'onerosità derivante dalla nuova tabella di indennità elaborata dalla FIN. In sostanza il pallanuotista o la pallanuotista che intendono giocare per una società diversa da quella di appartenenza sono costretti ad affrontare tempi di attesa smisurati (8 anni almeno dalla data del vincolo definitivo) ed obbligati a corrispondere indennità del tutto sproporzionate ed arbitrariamente imposte. Si tratta i generale di una disciplina che viola palesemente molteplici norme di legge, tra le quali:
- Articolo 1 della Legge 23 Marzo 1981 n. 9: l'esercizio dell'attività sportiva, sia essa svolta in forma individuale o collettiva, sia in forma professionistica o dilettantistica è libero".
- Articolo 18 della Costituzione: "I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente senza autorizzazione per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale...".
- Articolo 24 del Codice Civile: "L'Associato può sempre recedere dall'Associazione [1373 c.c. ] se non ha assunto l'obbligo di farne parte per un tempo indeterminato..."

L'attuale normativa, è, oltre che illegittima per i motivi che abbiamo indicato, addirittura anticostituzionale: il Consiglio Federale ha infatti arbitrariamente sancito una disparità di trattamento tra giocatori e giocatrici di pallanuoto prevedendo nella tabella di indennità cifre ridotte del 50% per il settore femminile. Palese violazione del principio di uguaglianza costituzionalmente sancito (art. 3 Costituzione) e comunitariamente promosso:
Articolo 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione”;
Articolo 23 Carta di Nizza Parità tra uomini e donne “La parità tra uomini e donne deve essere assicurata in tutti i campi, compreso in materia di occupazione, di lavoro e di retribuzione.”


Non esiste una soluzione immediata purtroppo anche se la problematica non tipica solo del nostro sport. 
Occorrono i numeri per fronteggiare il problema e serve quella  rappresentatività che l'Associazione sta gradualmente raggiungendo.

sabato 15 ottobre 2011

Comunicato Stampa AGP del 15.10.2011

L'Associazione Giocatori di Pallanuoto a seguito di alcune segnalazioni ricevute dopo la partita di pallanuoto femminile di Serie A1 Mediterranea Imperia - Pro Recco si è immediatamente attivata al fine di fare chiarezza sulla vicenda.

Da quanto ci è stato riferito sembra infatti che durante la partita di venerdì 14 ottobre 2011 giocata alle ore 20.30 e trasmessa in streaming sul sito di Rai Sport siano emerse irrispettose considerazioni sulle giocatrici in vasca.

L'Associazione si sta adoperando per reperire il video della partita ed avere un riscontro oggettivo della vicenda, con la speranza che si tratti solo di uno spiacevole equivoco.

Per info o segnalazioni ufficiolegale@assopn.it

venerdì 7 ottobre 2011

Comunicato Stampa AGP del 07.10.11: Giovani Pallanuotisti Vincolati

Giovani pallanuotisti vincolati
L'Ufficio Legale dell'Associazione Giocatori di Pallanuoto pubblica la lettera scritta dalla mamma di un giovane giocatore.
Si tratta di un problema che non può attenere ad un piano strettamente giuridico, posto che, l'istituto del vincolo sportivo e le conseguenze ad esso collegate, hanno legittima regolamentazione normativa.
Il giocatore dilettante infatti, attraverso la sottoscrizione del cartellino, si sottopone ad un vincolo sportivo “senza limiti” in favore della propria società, fatta salva la possibilità, riconosciuta dopo 8 anni di tesseramento a titolo definitivo, di richiedere il mancato rinnovo del vincolo automatico.
Nonostante l'inderogabilità che caratterizza il sistema, riteniamo sia quantomeno doveroso dar voce a chi, come in questo caso, subisce le conseguenze negative che talvolta il legame indissolubile del vincolo sportivo viene a creare.
Riportiamo di seguito la testimonianza di questa mamma, con l'auspicio di richiamare se non altro una maggiore sensibilità da parte di quelle società che hanno potere decisionale sul futuro sportivo, ed a volte non solo sportivo, di giovani ragazzi.

05 ottobre 2011
Scrivo questa lettera rivolgendomi soprattutto ai genitori che si avvicinano al mondo della Pallanuoto, portando, come me, i loro figli in piscina, pensando di inserirli nel mondo dello sport, farli divertire, crescere sani, in un ambiente sereno…..
E proprio a questi genitori mi sento, in questo momento, di dire di stare in allerta, di chiedere spiegazioni prima di firmare ogni singolo foglio gli venga presentato, di non cadere in quella rete nella quale si rimane intrappolati; perché la pallanuoto in Italia non tutela i ragazzi, i giocatori e le regole della Federazione riescono ad essere assurde!
Sono la mamma di un ragazzo di 17 anni che gioca a pallanuoto da quando ne aveva 6, si è affezionato a questo sport che è diventato parte fondamentale della sua vita (le parole del suo ex allenatore sono: “lui vive per la pallanuoto”), 99% di presenze agli allenamenti . Da qualche anno però, ha manifestato il desiderio di cambiare Società, qualche incomprensione, voglia di cambiare ambiente e gruppo ed anche voglia di migliorare ancora di più (magari in una Società più grande),  e desiderio a lui negato di giocare in una categoria superiore (altri allenatori lo avrebbero voluto per poter giocare in B o in A2 naturalmente con un inserimento graduale).
Proprio da questo suo desiderio, documentandomi, parlando con chi è nell’ambiente da tempo e soprattutto grazie ai chiarimenti dell’Associazione Giocatori di pallanuoto, ho capito che mio figlio è caduto in quella famosa rete.
Pur pagando una retta annuale, trasferte a mie spese (anche molto lontane), mio figlio è diventato di proprietà della Società che rifiuta di cederlo. Ho proposto, in ultimo di acquistare io personalmente il cartellino, ma anche questo mi è stato negato (anche se trovo la cosa assurda perché io pago regolarmente per farlo giocare).
Aspetto da venti giorni una telefonata dal Presidente che si è fatto negare più volte, ho parlato con il Vice Presidente mi ha risposto che lui non si occupa della cosa.
In tutto questo periodo ho chiesto a mio figlio di continuare ad allenarsi, per correttezza nei confronti della Società e perché (da mamma) non voglio che smetta di giocare, questo è diventato il suo sport … lo rende felice.
Da lunedì 3 ottobre ha deciso di non andare più, nessuno a provato a parlargli serenamente, nessuna ha dato una risposta, nessuno ha dato una motivazione reale (anzi ad una mia domanda mi è stato risposto che se prima aveva il 20% di possibilità di giocare in prima squadra ora ne avrebbe avuto il 15% … ma perché allora lo volete lì?), nessuna prova da parte della Società di stimolarlo a non smettere ed ora mi ritrovo con il cuore in gola ogni volta che lo vedo uscire di casa per andare in un luogo che non fa parte del suo mondo, ma perché vuole mantenersi  allenato …. Spera ogni giorno di esaudire il suo sogno.
Io, quale mamma, le ho provate tutte, ho imparato tutto sulla pallanuoto,  sul regolamento, ma nel frattempo ho pagato anni di quote, costumi, divise …. Cara Federazione questo non è agonismo E’ DILETTANTISMO ….. e allora Vi chiedo perché non posso portare via mio figlio?
Sono contenta di avere scoperto questa Associazione che si occupa di queste problematiche e rappresenta, al momento, l’unico modo per far conoscere la realtà di questa categoria e sono grata ad un amico ritrovato che mi ha portato a rendere pubblica la mia esperienza.
Ringrazio i giocatori che mi hanno fatto conoscere l’Agp e invito le famiglie ad iscriversi perché queste persone lavorano tanto e gratuitamente per poter attirare l’attenzione su questo sport LA PALLANUOTO … tanto faticoso e sempre meno considerato ed aiutato.